Come posso richiedere informazioni?

Compilando il modulo in homepage, riceverai subito un preventivo gratuito e senza alcun impegno.
Sarai subito contattato da un nostro consulente di zona per individuare insieme a te la migliore soluzione alle tue esigenze.

 

Come posso attivare la Cessione del quinto?

Appena individuata con il consulente la migliore soluzione alle tue esigenze, fisseremo un incontro dove potrai ricevere personalmente eventuali altri chiarimenti, e potrai sottoscrivere i moduli per l’istruttoria della pratica.

 

Posso fare una Cessione del Quinto?

Se sei un dipendente pubblico/statale o pensionato INPDAP, INPS, IPOST, ENASARCO puoi richiedere una Cessione del Quinto.

 

Quanto posso chiedere?

L’importo richiedibile varia in base a quanto percepisci mensilmente.

 

In quanto tempo posso pagare?

Puoi decidere di modulare il rimborso del prestito scegliendo di restituire la somma anche a 120 mesi.

 

Se ho problemi in CRIF posso accedervi?

Anche se hai avuto o hai delle segnalazioni negative potrai accedere comunque alla Cessione del Quinto.

 

Se ho pignoramenti o protesti posso ugualmente accedervi?

Si, puoi accedere anche i presenza di protesti o pignoramenti.

 

Se ho altri impegni?

Anche se hai altri finanziamenti in corso.

 

Devo motivare la richiesta?

Non serve nessuna motivazione.

 

Posso consolidare dei prestiti già in corso?

Certo, con la somma richiesta potrai estinguere altri impegni in corso, rifinanziando cosi un’unica rata.

 

Esistono limiti di età per ottenere il prestito?

Se sei un pensionato puoi ottenere un prestito anche se hai 75 anni.

 

Come faccio ad avere una consulenza gratuita

Basta compilare il nostro form in homepage inserendo alcuni semplici dati. Sarai subito contattato da un nostro consulente.

Cos’è un mutuo?

Il mutuo è un contratto (art. 1813 cod. Civile) mediante il quale una parte, detta mutuante (banca, istituto di credito o finanziaria) consegna all’altra, detta mutuataria, una somma di denaro. La parte mutuataria, trattandosi di un contratto a titolo oneroso, dovrà restituire la stessa quantità di denaro maggiorata degli interessi. La restituzione della somma di denaro presa in prestito (capitale erogato) e degli interessi maturati avviene attraverso il pagamento della rata.

 

Qual è l’importo massimo finanziabile?

L’importo massimo finanziabile generalmente è l’80% del valore di mercato dell’immobile che sarà oggetto della garazia reale (ipoteca). Spesso capita che l’importo massimo finanziabile venga calcolato anche come percentuale del prezzo pagato. In presenza di ulteriori garanzie a favore della banca mutuante l’importo massimo erogabile può essere elevato fino al 100%. In questi casi le banche applicheranno alla clientela dei tassi e delle spese più onerose in quanto le erogazioni al 100% sono più rischiose per le banche.

 

Quali sono le durate previste per un mutuo?

La normativa in tema di mutui prevede che le durate siano superiori ai 18 mesi. Nella prassi bancaria generalmente vengono concessi mutui con durata minima a partire dai 5 anni e fino ad un massimo di 40 anni con durate multiple di uno o cinque anni. Negli ultimi anni, con la crescita del mercato immobiliare, le banche per venire incontro alle esigenze della clientela hanno introdotto mutui anche con durata massima fino a 50 anni.

 

Cos’è il tasso d’interesse? Come viene calcolato?

L’interesse è il costo che il mutuatario deve sostenere per il prestito di un determinato importo. Viene espresso in misura percentuale e con riferimento generalmente all’anno. Il tasso d’interesse applicato ai mutui viene determinato utilizzando i tassi di riferimento (i principali sono l’Euribor e l’Eurirs) ai quali viene sommata una percentuale, detta “spread” (rappresentativa del margine di guadagno della banca) che può variare mediamente tra l’1% e il 2%.

 

Quante tipologie di mutuo esistono?

I mutui si differenziano in base alla tipologia del tasso d’interesse applicato ed alla modalità di rimborso delle rate. I tassi d’interesse più utilizzati sono il “fisso”, il “variabile”, il tasso “misto”, il tasso “capped rate” e il tasso “bilanciato”. Per ciò che attiene alle modalità di rimborso abbiamo: durata e rata costante, durata costante e rata variabile, durata variabile e rata costante ed a rimborso flessibile (interest only). Negli ultimi anni sono arrivati sul mercato anche i mutui “offset” che legano il calcolo della rata (e relativa quota interessi) non solo al capitale residuo ma anche alla giacenza media che il mutuatario ha su un conto corrente aperto presso la banca che ha erogato il mutuo.

 

Cosa vuol dire “cap” o “tetto massimo”?

Il mutuo con “cap” o “tetto massimo” è un mutuo a tasso variabile con un limite massimo fissato contrattualmente oltre il quale il tasso d’interesse non potrà mai salire a prescindere dall’andamento dei tassi di mercato. In caso di diminuzione dei tassi, come tutti i tassi variabili, la rata beneficierà di una riduzione mentre in caso contrario potrà salire ma fino al valore rappresentato dal “cap”. Il costo della garanzia per il cliente è rappresentato in genere da uno spread più alto rispetto ad un tasso variabile puro. Spesso nei mutui a tasso variabile con “cap” le banche sono solite introdurre il cosiddetto floor per fare in modo che il tasso variabile, in caso di tassi in diminuzione, non possa scendere oltremodo al di sotto di un certo livello (detto appunto “floor” o pavimento).

 

Cos’è il tasso d’ingresso?

Il tasso d’interesse che determina l’ammontare delle rate (composte da quota interesse + quota capitale) può essere più basso (generalmente per un periodo iniziale) da quello che caratterizzerà la parte restante dell’ammortamento. Gli istituti di credito, per soli fini commerciali, sono soliti applicare per un periodo iniziale non superiore a 24 mesi il tasso d’ingresso. Alla fine di tale periodo viene applicato il tasso a regime generalmente più elevato.

 

Meglio il tasso fisso o quello variabile?

Non esiste in valore assoluto un tasso migliore rispetto ad un altro. E’ sempre la particolarità dell’esigenza del cliente ha generare la scelta di una tipolgia tasso piuttosto che un’altra. Ci sarà il cliente più avvezzo al rischio e con un grado di sofisticazione finanziaria elevata che potrà preferire il tasso variabile mentre il cliente a reddito fisso e con un nucleo familiare a carico, con basse prospettive di crescita reddituale, che preferirà invece il tasso fisso.

 

Cos’è il tasso di usura?

Il tasso d’interesse non può superare un limite oggettivo, fissato dalla legge, rappresentato dalla soglia d’usura. Il Ministero del tesoro rileva trimestralmente il tasso effettivo globale medio (comprensivo di commissioni di remunerazioni a qualsiasi titolo e spesa, escluse quelle per imposte e tasse) degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari nel corso del trimestre precedente per operazioni della stessa natura. I tassi medi come sopra rilevati e pubblicati nella gazzetta ufficiale, aumentati del 50%, rappresentano il livello massimo oltre il quale si configura il reato di usura. Se per ipotesi sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e gli interessi sono dovuti solo nella misura legale.

 

Cos’è la rata? Cos’è un piano di ammortamento?

La rata è l’importo che il mutuatario, a titolo di estinzione graduale del debito, deve versare alla banca che ha erogato il mutuo. Le rate vanno versate principalmente con periodicità mensile (esiste anche la rata trimestrale e semestrale) e sono elemento fondamentale del piano di ammortamento insieme alle scadenze, al capitale residuo, alla quota capitale ed alla quota interessi. La rata, composta da una quota interessi e da una quota capitale. In una prima fase iniziale si pagano sopratutto gli interessi; a mano a mano che il capitale viene restituito l’ammontare degli interessi diminuisce e la quota di capitale aumenta.

 

Cosa succede in caso di ritardato pagamento di una rata? Cosa sono gli interessi di mora?

Si ha ritardato pagamento, secondo quanto stabilito dal Testo Unico Bancario (Decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385) quando una rata viene pagata tra il 30° ed il 180° giorno dalla sua scadenza. In tal caso il debitore può essere dichiarato moroso e tenuto quindi a pagare gli interessi di mora per risarcire il creditore del danno derivante dal ritardato pagamento della rata. I tassi di mora vengono determinati in misura superiore al tasso pattuito per il finanziamento. La misura aggiuntiva oscilla tra 2 e 4 punti percentuali. La banca può chiedere la risoluzione del contratto di mutuo quando il ritardato pagamento della rata quando si sia verificato per almeno sette volte, anche non consecutive.

Che cos’è un prestito personale ?

Il prestito personale è un prodotto di credito che prevede il finanziamento di una somma prefissata ad un tasso di interesse fisso e rimborsabile secondo un piano di ammortamento predefinito.

 

Chi può richiedere un finanziamento ?

Un finanziamento può essere chiesto da chiunque sia residente in Italia e abbia un’età compresa tra i 18 anni ed i 70 anni (alla scadenza del prestito). Alcuni istituti finanziari vanno anche oltre tale limite di età, in genere per i già clienti.

 

Una casalinga può avere un prestito ?

Si può averlo, purché abbia un reddito dimostrabile e stabile nel tempo, oppure abbia un garante con tali requisiti.

 

Ci sono dei requisiti di base per poter richiedere un prestito ?

Oltre alle restrizioni di età del punto 2 è necessario avere la residenza in Italia ed avere un reddito dimostrabile.

 

Quale documentazione devo presentare per richiedere un finanziamento ?

E’ richiesto un documento di identità non scaduto, il codice fiscale e prova documentale del reddito (busta paga se sei un lavoratore dipendente, l’ultima dichiarazione dei redditi se sei un lavoratore autonomo, il cedolino della pensione se sei un pensionato).

 

La richiesta di un prestito o di un preventivo è gratuita ?

Dovrebbe essere gratuita. Quando vi chiedono dei soldi per un preventivo diffidate e chiedete ad un’altra finanziaria.

 

In quanto tempo posso ottenere la somma richiesta ?

Se la richiesta di prestito ha esito positivo, in pochi giorni vi arriverà il bonifico o l’assegno. Tempi più lunghi sono in genere necessari per istruire la pratica e per la raccolta della documentazione.

 

E’ obbligatoria la copertura assicurativa ?

In genere non è obbligatoria, dipende dalla società finanziaria e dal tipo di prestito. La copertura assicurativa ti permetterà di mantenere gli impegni finanziari assunti quando le tue risorse economiche diminuiscono a causa di problemi di salute o lavorativi. Leggere attentamente il contratto per capire in quali casi è applicabile la copertura assicurativa e che prassi occorre esercitare perché venga attivata.

 

In quanto tempo è possibile rimborsare il proprio prestito ?

In genere la somma finanziata può essere rimborsata in un arco di tempo che va da 6 a 120 mesi. La durata di rimborso del prestito varia in base alle esigenze del cliente, ma anche in base all’importo ed alla tipologia di beni per cui si richiede il prestito.

 

È possibile ottenere finanziamenti per acquisti dI immobili senza ipoteca ?

Si, puoi richiedere un prestito fino ad un massimo di 60.000 euro rimborsabile però al massimo in 120 mesi. Per importi inferiori i tempi si accorciano.

 

Si può modificare il tasso applicato al prestito ?

No. Il tasso del prestito è fisso e con rate costanti per tutta la durata del contratto. Il tasso variabile può essere applicato ai mutui.

 

Con quali modalità vengono rimborsati i prestiti ?

I prestiti vengono rimborsati con addebito diretto sul conto corrente (procedura RID), oppure, con pagamento tramite bollettino postale.

 

Si può estinguere anticipatamente il proprio prestito ?

Certo che si può, ma bisogna valutarne la convenienza. L’estinzione anticipata prevede una commissione di rimborso anticipato pari in genere all’1% del capitale residuo da rimborsare al momento della richiesta.

 

È possibile chiedere un nuovo prestito, quando ve ne è un altro attivo ?

Sì, avere un prestito in corso non impedisce di ottenerne un altro, purché vi sia la capienza economica pe pagare tutte le rate.

 

Cosa si intende per consolidamento dei prestiti ?

Si intende il raggruppamento in un unico prestito di tutti i prestiti in corso, che vengono così rimborsati pagando una rata mensile unica. Il consolidamento può essere effettuato anche se i prestiti sono stati erogati da istituti finanziari diversi.

 

C’è qualche problema con il Prestito Online ?

Bisogna fare attenzione a non usarlo indiscriminatamente ! Molte società finanziarie appena ricevono una richiesta online la inviano alla Centrale Rischi. Se si fanno più richieste online e vanno tutte nella Centrale Rischi il cliente diventa poco affidabile perché figura aver richiesto molti finanziamenti.

 

Chi è il coobbligato ?

Nel caso in cui colui che ha richiesto il prestito non sia in grado di far fronte alla restituzione, la banca o la finanziaria, per ottenere il rimborso del debito residuo e degli interessi maturati, possono rivolgersi al “coobbligato” cioè alla persona che è stata disposta a fare da garante a chi ha contratto il debito.

 

Ho cambiato banca, cosa devo fare per il pagamento delle prossime rate ?

Puoi sottoscrivere un nuovo RID presso la finanziaria con cui ha acceso il prestito, oppure rivolgiti al call center della società finanziaria, avendo sotto mano il nuovo IBAN del tuo conto ed il numero di contratto.

 

Cosa devo fare in caso di variazione del mio indirizzo ?

E’ necessario inviare una comunicazione scritta alla finanziaria con cui ha acceso il prestito indicando nome, cognome, il numero di pratica (che si trova sulla lettera di conferma contratto), il nuovo indirizzo e, se variato, il nuovo recapito telefonico.

 

Ho cambiato indirizzo; posso continuare ad utilizzare i vecchi bollettini ?

Certamente, puoi continuare ad utilizzare i vecchi bollettini, non dimenticando di comunicare al più presto la variazione di indirizzo alla società finanziaria (vedi punto precedente).

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